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Diocesi: Cremona, nuove disposizioni del vescovo Napolioni per le esequie dei defunti e la disciplina del cimitero cittadino

“Luogo ordinario per le celebrazioni dei funerali cristiani è la chiesa parrocchiale di appartenenza del defunto”; pertanto “non saranno più celebrate le esequie ecclesiastiche dei fedeli defunti appartenenti alle parrocchie cittadine presso la cappella del cimitero civico di Cremona”. È quanto si legge nelle nuove disposizioni del vescovo Antonio Napolioni, diffuse ieri in due note del vicario generale, don Massimo Calvi. La prima nota informa che la cura pastorale del cimitero cittadino non verrà più affidata a un cappellano, bensì alla parrocchia Beata Vergine Lauretana e S. Genesio, territorialmente competente. La seconda dispone che le esequie vengano celebrate nelle parrocchie di appartenenza, ma non esclude la possibilità che su richiesta dei fedeli possano essere officiate in un’altra chiesa con il consenso del rettore di quest’ultima e dopo avere avvertito il parroco proprio del defunto. In questa seconda nota vengono, inoltre, date chiare indicazioni sulla cremazione, con riferimento alla recente Istruzione della Congregazione per la Dottrina della fede (15 agosto 2016.). “La Chiesa continua a preferire la sepoltura dei corpi”, si legge nella nota, tuttavia “la cremazione non è vietata, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla fede cristiana”. Le ceneri del defunto “devono essere conservate di regola in un luogo sacro, ossia il cimitero, o, se è il caso, in una chiesa o in un’area appositamente dedicata” perché “la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita”. “Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista – prosegue la nota -, non è permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo, oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti”. Infine, “nel caso in cui il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione o la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto”. Le due note sono state inviate, con una lettera di accompagnamento del vicario generale, anche alle imprese funebri cittadine affinché tengano conto delle nuove disposizioni che entreranno in vigore dal 1° luglio.

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