Simposio docenti università: mons. Leuzzi, nel cambiamento d’epoca il mondo ha bisogno della carità intellettuale

“Nel cambiamento d’epoca non è possibile scindere il popolo dalla società, come non è possibile scindere la carità samaritana e politica dalla carità intellettuale. La terza missione dell’università deve svolgere questo ruolo di animazione culturale capace di riannodare i legami della convivenza umana, rendendola funzionale per la crescita di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”. Lo ha affermato mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la pastorale universitaria, nell’intervento introduttivo al XIV Simposio internazionale dei docenti universitari, presso l’aula magna della Pontificia Università Lateranense. Il titolo del simposio, che si tiene in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, è “La terza missione delle università, dei centri di ricerca e delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica in Europa. Per uno sviluppo umano integrale”.
“Senza l’università – ha sottolineato mons. Leuzzi, richiamando anche l’esperienza del Giubileo – non sarà possibile, o quanto meno sarà più complesso, l’avvio di una nuova elaborazione culturale per costruire la società nel cambiamento d’epoca, come più volte indicato da papa Francesco”. “Il binomio conoscenza-misericordia – ha osservato ancora il vescovo – non solo ha rimesso al centro della vita dell’università la ricerca e la didattica, ma le ha rilanciate in una nuova sintesi che è quella delle progettualità sociale, ossia la terza missione nel cambiamento d’epoca”. In questa prospettiva, “una grande responsabilità è affidata ai docenti e all’intera comunità accademica: il mondo ha bisogno della carità intellettuale”.

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