‘Ndrangheta: mons. Oliva (Locri-Gerace) ai giovani, “non mischiate la fede con scelte che vanno contro il Vangelo”

“Noto una grave dissonanza tra la fede che si dice di professare e la vita che si conduce”. È quanto scrive il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, in una lettera ai giovani di San Luca che ieri avrebbero dovuto ricevere il sacramento della Cresima, sospesa per gravi fatti di cronaca. Nella lettera il vescovo ricorda la visita di papa Francesco in Calabria, il 21 giugno 2014. In quella occasione, a Sibari, “dichiarò scomunicati i mafiosi. Quella ormai nota omelia rimane una grande pagina di riflessione spirituale, un programma d’impegno morale e civile per tutti”. Mons. Oliva è “certo” che le sorti di San Luca “sono nelle mani dei suoi cittadini. È possibile riprendere la via del bene e della rinascita civile e sociale. Dipende da ciascuno di voi. Nessuno può attribuirvi colpe che non avete. Ma ognuno deve fare la propria parte scegliendo di seguire la via del bene e lottando contro ogni forma di illegalità e di male. Ci sono tanti segni che manifestano il bel volto di San Luca nel mondo: i tanti giovani che si affermano nel mondo della cultura, del commercio e delle attività artigianale e sportive”. Da qui la richiesta ai cresimandi: “Preparatevi ad essere cristiani coraggiosi, forti e coerenti. Non mischiate la vostra fede con le scelte che vanno contro il Vangelo. Pensate un po’: che senso avrebbe la cresima se poi non continuate il cammino di fede, che senso ha rispettare antiche tradizioni popolari e pie pratiche se poi non si vive bene e si fa il male. Siate cristiani liberi. Non lasciatevi contaminare dal fascino della ricchezza e dal facile guadagno, dalla ricerca di un benessere solamente materiale. Non cadete nelle mani di quanti vogliono sfruttarvi e vi propongono l’illegalità ed il malaffare. Oggi c’è bisogno di cristiani adulti nella fede che siano anche buoni cittadini, partecipi nell’edificazione della città terrena”.

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