Esorcisti: p. Bamonte (Aie), “favorire i contatti e garantirne la formazione permanente”

“Ai nostri tempi la portata del fenomeno ‘occultismo’, vasta, articolata e multiforme, esige che” l’esorcista “non sia isolato rispetto agli altri confratelli impegnati in questo campo: gli stessi sacerdoti esorcisti, al fine di aiutare in maniera sempre più efficace i fratelli e le sorelle tribolati dal maligno, avvertono il bisogno di una sempre più stretta unione fra di loro e la necessità di incontrarsi periodicamente, per approfondire la formazione personale, per condividere le proprie esperienze, per scambiarsi notizie, per stringere una più stretta fraternità sacerdotale e per condividere momenti di preghiera comune”. Lo ha detto padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie), intervenendo all’Assemblea plenaria della Congregazione per il Clero che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma. Per “favorire i contatti e l’unità tra gli esorcisti, e garantirne la formazione permanente” è possibile rivolgersi all’Aie, che da qualche anno ha avviato uno studio su “Linee guida per una corretta prassi del ministero degli esorcismi”. Un’altra “esigenza fondamentale” dei sacerdoti esorcisti è quella di essere “circondati da un presbiterio solidale e comprensivo nei loro confronti”, e la cura del “rapporto personale” con il proprio vescovo ordinario che possa “vigilare paternamente, verificando le condizioni fisiche, psicologiche e spirituali del sacerdote e perché l’esorcista senta il sostegno e l’incoraggiamento paterno”.

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