Volontariato in Sicilia: mons. Pennisi (Monreale), “fare rete per svilupparlo”

“La società di oggi non può fare a meno del volontariato. Dietro questa parola ci sono persone con valori e impegni che non possiamo sottovalutare. Per svilupparlo, è necessario fare rete”. Lo ha detto l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, a margine della presentazione della ricerca “Volontari in Sicilia, un atlante ragionato”, presentata ieri a Palermo. Lo studio, promosso dal Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato in Sicilia, delinea lo stato di salute del volontariato siciliano. “Le associazioni fanno poca rete tra loro. Solo in provincia di Catania ben 277 organizzazioni di volontariato hanno dichiarato di non avere nessuna relazione con altri soggetti”, si legge nel report. Preoccupa anche l’aspetto economico. Lo studio segnala che il 53,8% delle organizzazioni accede ai contributi del 5 per mille per un totale di 1,4 milioni di euro. La metà di loro dichiara introiti inferiori a 5mila euro, un quarto dichiara un volume di entrate fra i 5 e i 20mila euro, un quarto un volume superiore a 20 mila euro. Solo 103 su 1.168 organizzazioni, quindi l’8,8%, riesce a dotarsi di una struttura operativa stabile, con lavoratori retribuiti. “C’è una scarsa propensione delle organizzazioni di volontariato a una rendicontazione trasparente o, almeno, a fornire dati finanziari rigorosamente controllati e pubblicamente approvati”, scrivono gli autori della ricerca.

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