Papa in Perù: i vescovi sottolineano l’importanza della tappa amazzonica a Puerto Maldonado e della vicinanza con gli alluvionati a Trujillo

La visita del papa in Perù, dal 18 al 21 gennaio, che avrà come tappe la capitale Lima, Puerto Maldonado e Trujillo, è stata annunciata ieri, oltre che in Vaticano, anche a Lima, nella sede della Conferenza episcopale peruviana. All’annuncio erano presenti il presidente della Repubblica, Pedro Pablo Kuczynski; mons. Miguel Cabrejos Vidarte, arcivescovo di Trujillo e primo vicepresidente della Conferenza episcopale peruviana; card. Juan Luis Cipriani, arcivescovo di Lima e primate del Perù; mons. Grzegorz Piotr Bielaszka, incaricato per le relazioni con la Santa Sede della Nunziatura apostolica in Perù. La notizia è stata comunicata da mons. Bielaszka. Successivamente, come riporta un comunicato della Conferenza episcopale peruviana, mons. Cabrejos Vidarte, che sarà anche coordinatore per i mass media della visita papale, ha evidenziato che la visita giungerà 33 anni dopo il primo viaggio di san Giovanni Paolo II (1985) e 30 anni dopo il secondo viaggio (1988). Ed ha evidenziato il grande significato simbolico della scelta delle città che saranno toccate dalla visita del Papa, oltre alla capitale. Puerto Maldonado infatti è “il simbolo dei popoli indigeni, dell’Amazzonia e della custodia del creato”. Trujillo è la grande città che maggiormente ha sofferto gli effetti del Niño Costero, a partire dalla terribile alluvione dei mesi scorsi. Dal canto suo, il card. Cipriani ha dichiarato: “Mentre già ringraziamo il Papa, preghiamo per lui. Vorrei semplicemente segnalare che egli viene come pellegrino di pace, di giustizia e di unità. Penso che sia un’ottima occasione per tutta la famiglia peruviana, perché, uniti, cerchiamo il meglio sapendo che il Papa porta un messaggio di riconciliazione, uno spirito missionario che apre la Chiesa a tutte le situazioni della storia”.

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