Papa Francesco a Bozzolo: Vecchio (Fondazione Mazzolari), “emerge una sintonia di fondo tra don Primo e Bergoglio”

(Bozzolo) “Le tre immagini utilizzate dal Papa nel suo discorso di oggi – il fiume, la cascina, la pianura – rimandano alla vita quotidiana, al mondo che don Primo evocava di continuo”. Giorgio Vecchio, docente di Storia contemporanea all’Università di Parma, è presidente del Comitato scientifico della Fondazione Mazzolari. A proposito del discorso tenuto oggi da Papa Francesco durante la sua visita a Bozzolo, paese di cui Mazzolari fu a lungo parroco, afferma: “Vi sono diversi passaggi dai quali emerge una sintonia di fondo tra Mazzolari e Papa Francesco. Non a caso il discorso è ricco di citazioni mazzolariane, attraverso le quali il Papa imbastisce il suo intervento”. Un discorso che più volte si sofferma sulla figura sacerdotale… “Il passaggio in cui il Papa afferma che non si devono ‘massacrare’ le persone mi pare significativo”, dice Vecchio al Sir: sta a ricordare il rapporto tra fede e vita e il ruolo del laicato che emergerà soprattutto nel Concilio vaticano II, di cui Mazzolari è ritenuto un anticipatore. “E poi mi sembra importante quella idea, proposta di nuovo da Papa Francesco, di Chiesa in uscita, non autoreferenziale, come alcuni la vorrebbero”.
Durante la visita del Papa a Bozzolo si è avuto uno scambio di doni: il Pontefice ha portato alla parrocchia di San Pietro un calice; a Francesco è stata invece affidata una donazione per i poveri e alcuni libri di e su Mazzolari. Giorgio Vecchio e don Bruno Bignami hanno poi mostrato a Bergoglio materiali dell’Archivio Mazzolari: anzitutto uno scritto, tratto dal diario del giovane Primo, del 1907, in cui, a soli 17 anni, delinea come “dovrebbe essere il profilo di un prete moderno, non baciapile”, segnala Bignami. Inoltre sono stati mostrati al Papa un biglietto dell’allora patriarca di Venezia Roncalli, inviato a Mazzolari con un giudizio positivo su un suo scritto; una pagina del diario in cui Mazzolari racconta l’udienza del 5 febbraio 1959, con Giovanni XXIII; infine un discorso rivolto da Mazzolari ai neo parlamentari della Democrazia cristiana, del 1948, in cui li invita a servire la gente e a essere “grandi come la povertà che rappresentate”.

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