This content is available in English

Papa Francesco: a Bozzolo, don Mazzolari “ha vissuto da prete povero, non da povero prete”. “Ascoltare il mondo, senza temere di attraversare deserti e zone d’ombra”

“Vi incoraggio, fratelli sacerdoti, ad ascoltare il mondo, chi vive e opera in esso, per farvi carico di ogni domanda di senso e di speranza, senza temere di attraversare deserti e zone d’ombra”. È l’invito rivolto dal Papa, nella parte finale del suo discorso a Bozzolo, incentrato sull’immagine della pianura. “Alla carità pastorale di don Primo si aprivano diversi orizzonti, nelle complesse situazioni che ha dovuto affrontare: le guerre, i totalitarismi, gli scontri fratricidi, la fatica della democrazia in gestazione, la miseria della sua gente”, ha ricordato Francesco subito prima del suo invito. “Così possiamo diventare Chiesa povera per e con i poveri, la Chiesa di Gesù”, ha assicurato Francesco: “Quella dei poveri è definita da don Primo un’’esistenza scomodante’, e la Chiesa ha bisogno di convertirsi al riconoscimento della loro vita per amarli così come sono: ‘I poveri vanno amati come poveri, cioè come sono, senza far calcoli sulla loro povertà, senza pretesa o diritto di ipoteca, neanche quella di farli cittadini del regno dei cieli, molto meno dei proseliti'”, la frase di don Primo citata dal Papa.

“Il Servo di Dio ha vissuto da prete povero, non da povero prete”, ha fatto notare Francesco, menzionando il testamento spirituale di don Primo: “Intorno al mio Altare come intorno alla mia casa e al mio lavoro non ci fu mai ‘suon di denaro’. Il poco che è passato nelle mie mani è andato dove doveva andare. Se potessi avere un rammarico su questo punto, riguarderebbe i miei poveri e le opere della parrocchia che avrei potuto aiutare largamente”. “Lo stile dell’uomo: con molto fa poco. Lo stile di Dio: con niente fa tutto”, altra citazione: “Per questo la credibilità dell’annuncio passa attraverso la semplicità e la povertà della Chiesa: ‘Se vogliamo riportare la povera gente nella loro Casa, bisogna che il povero vi trovi l’aria del Povero’, cioè di Gesù Cristo”. Nel suo scritto “La via crucis del povero”, don Primo ricorda che la carità è questione di spiritualità e di sguardo: “Chi ha poca carità vede pochi poveri; chi ha molta carità vede molti poveri; chi non ha nessuna carità non vede nessuno”. E aggiunge: “Chi conosce il povero, conosce il fratello: chi vede il fratello vede Cristo, chi vede Cristo vede la vita e la sua vera poesia, perché la carità è la poesia del cielo portata sulla terra”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori