This content is available in English

Papa Francesco: a Barbiana, “oggi il vescovo di Roma riconosce” nella vita di don Milani “un modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa”

“Prima di concludere, non posso tacere che il gesto che ho oggi compiuto vuole essere una risposta a quella richiesta più volte fatta da don Lorenzo al suo vescovo, e cioè che fosse riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale”. Si è concluso con un solenne omaggio di Papa Francesco alla figura di don Milani la visita strettamente privata conclusa a Barbiana.  “In una lettera al vescovo  – ha detto Francesco nell’unico momento pubblico della visita, sul prato adiacente alla chiesa – scrisse: ‘Se lei non mi onora oggi con un qualsiasi atto solenne, tutto il mio apostolato apparirà come un fatto privato…’. Dal card. Silvano Piovanelli, di cara memoria, in poi gli arcivescovi di Firenze hanno in diverse occasioni dato questo riconoscimento a don Lorenzo. Oggi lo fa il Vescovo di Roma. Ciò non cancella le amarezze che hanno accompagnato la vita di don Milani – non si tratta di cancellare la storia o di negarla, bensì di comprenderne circostanze e umanità in gioco –, ma dice che la Chiesa riconosce in quella vita un modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa stessa”. “Con la mia presenza a Barbiana, con la preghiera sulla tomba di don Lorenzo Milani penso di dare risposta a quanto auspicava sua madre”, ha detto Francesco citando l’auspicio di mamma Alice: “Mi preme soprattutto che si conosca il prete, che si sappia la verità, che si renda onore alla Chiesa anche per quello che lui è stato nella Chiesa e che la Chiesa renda onore a lui… quella Chiesa che lo ha fatto tanto soffrire ma che gli ha dato il sacerdozio, e la forza di quella fede che resta, per me, il mistero più profondo di mio figlio… Se non si comprenderà realmente il sacerdote che don Lorenzo è stato, difficilmente si potrà capire di lui anche tutto il resto. Per esempio il suo profondo equilibrio fra durezza e carità”. Il prete “trasparente e duro come un diamante”, ha concluso il Papa utilizzando la definizione di don Milani data da don Bensi, “continua a trasmettere la luce di Dio sul cammino della Chiesa”. “Prendete la fiaccola e portatela avanti”, il congedo sotto forma di invito, pronunciato a braccio, di Francesco. Salutando, infine, i presenti sul prato antistante della Chiesa, ancora a braccio Francesco ha detto: “Anche io prenda l’esempio di questo bravo prete”. E poi, rivolgendosi di nuovo, ma fuori testo, ai preti: “Non c’è pensione nel sacerdozio, tutti avanti con coraggio!”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori