Papa Francesco: a Barbiana, “grazie a tutti gli educatori”, da don Milani “appello alla responsabilità”

“So che voi, come tanti  altri nel mondo, vivete in situazioni di marginalità, e che qualcuno vi sta accanto per non lasciarvi soli e indicarvi una strada di possibile riscatto, un futuro che si apra su orizzonti più positivi”. È il saluto del Papa a ragazzi e giovani, ospiti di case di accoglienza della diocesi di Firenze. “Vorrei da qui ringraziare tutti gli educatori, quanti si pongono al servizio della crescita delle nuove generazioni, in particolare di coloro che si trovano in situazioni di disagio”, l’omaggio di Francesco: “La vostra è una  missione piena di ostacoli ma anche di gioie. Ma soprattutto è una missione. Una missione di  amore, perché non si può insegnare senza amare e senza la consapevolezza che ciò che si dona è solo un diritto che si riconosce, quello di imparare. E da insegnare ci sono tante cose, ma quella essenziale è la crescita di una coscienza libera, capace di confrontarsi con la realtà e di orientarsi in  essa guidata dall’amore, dalla voglia di compromettersi con gli altri, di farsi carico delle loro fatiche  e ferite, di rifuggire da ogni egoismo per servire il bene comune”. Di qui la citazione da “Lettera a una professoressa”: “Ho imparato che il problema degli altri è eguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”. “Questo è un appello alla responsabilità”, ha commentato il Papa: “Un appello che riguarda voi, cari giovani, ma prima  di tutto noi, adulti, chiamati a vivere la libertà di coscienza in modo autentico, come ricerca del vero, del bello e del bene, pronti a pagare il prezzo che ciò comporta”. E “questo senza compromessi”, ha aggiunto a braccio.

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