Papa Francesco: a Barbiana. Agli ex allievi, “voi siete i testimoni della sua passione educativa”

“Sono venuto a Barbiana per rendere omaggio alla memoria di un sacerdote che ha testimoniato come nel dono di sé a Cristo si incontrano i fratelli nelle loro necessità e li si serve, perché sia difesa e promossa la loro dignità di persone, con la stessa donazione di sé che Gesù ci ha mostrato, fino alla croce”. Con queste parole, dopo la sua preghiera privata sulla tomba di don Milani, il Papa ha cominciato il suo discorso pubblico a Barbiana, alla presenza – oltre che del card. Giuseppe Betori e al sindaco – degli ex allievi di don Lorenzo a Calenzano e Barbiana, di 30 sacerdoti – tra cui gli attuali parroci delle tre parrocchie in cui don Milani ha esercitato il ministero pastorale, alcuni anziani sacerdoti che hanno condiviso con lui gli anni della formazione e i più giovani preti di Firenze, ordinati nel 2016 – e di una rappresentanza delle 200 case di accoglienza della diocesi di Firenze per coloro che si trovano in particolari situazioni di disagio. E proprio agli ex allievi si è rivolto in primo luogo Francesco: “Voi siete i testimoni di come un prete abbia vissuto la sua missione, nei luoghi in cui la Chiesa lo ha chiamato, con piena fedeltà al Vangelo e proprio per questo con piena fedeltà a ciascuno di voi, che il Signore gli aveva affidato. E siete testimoni della sua passione educativa, del suo intento di risvegliare nelle persone l’umano per aprirle al divino. Di qui il suo dedicarsi completamente alla scuola, con una scelta che qui a Barbiana egli attuerà in maniera ancora più radicale”. La scuola, per don Lorenzo, “non era una cosa diversa rispetto alla sua missione di prete, ma il modo concreto con cui svolgere quella missione, dandole un fondamento solido e capace di innalzare fino al cielo”, ha puntualizzato il Papa: “E quando la decisione del vescovo lo condusse da Calenzano a qui, tra i ragazzi di Barbiana, capì subito che se il Signore aveva permesso quel distacco era per dargli dei nuovi figli da far crescere e da amare”.

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