Papa a Barbiana: i sacerdoti compagni di don Milani, “non ha mai distinto l’essere cristiano, prete ed educatore”

“È una cosa meravigliosa, il Papa oggi valorizza il lavoro dei preti, di due preti che sono stati tra la gente come don Mazzolari e don Milani”. Don Aroldo Carotti, 92 anni, è uno dei preti che hanno frequentato il seminario con don Milani. A Barbiana era già salito diverse volte, anche a piedi con i ragazzi della sua parrocchia durante un campo estivo. Ma oggi è un giorno speciale, rivela al Sir: “Non avrei mai immaginato, in quegli anni difficili, che quassù sarebbe venuto il Papa”. Don Silvano Nistri, 91 anni, oltre a condividere il seminario con don Milani è stato viceparroco in un paese vicino a Calenzano, nei primi anni di sacerdozio di don Lorenzo; e su don Milani ha scritto articoli e saggi. “Aveva un livello culturale altissimo, forse troppo alto per la Chiesa fiorentina di allora. La sua convinzione circa il valore della parola era un aspetto importante, un’idea che ci ha lasciato”. Don Silvano era quassù nel giorno del funerale di don Milani: “C’era il vescovo ausiliare di Firenze, ma fu deciso che a presiedere la celebrazione fosse don Cesare Mazzoni, che aveva condiviso con lui tante scelte. Non era ancora entrata in vigore la riforma liturgica, ma anticipammo i tempi e celebrammo la Messa in italiano. Che il Papa venisse a Barbiana allora era impensabile”. “Non ha mai distinto l’essere cristiano, l’essere prete, l’essere educatore: per lui erano una cosa sola” aggiunge mons. Corso Guicciardini, presidente dell’Opera Madonnina del Grappa. “Quando gli mandavo su i ragazzi dell’Opera – ricorda – mi diceva: bene, ma stai attento perché quassù si divertono, c’è il rischio che non vogliano più tornare in città”.

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