Liturgia: don Magnani, “non è una riserva” per specialisti, ma “un patrimonio del popolo di Dio”

“La liturgia celebrata non è una riserva di liturgisti ma un patrimonio del popolo di Dio”. Lo ha affermato don Franco Magnani, direttore dell’Ufficio liturgico nazionale (Uln), in apertura dei lavori del Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani in corso a Salerno. “Alcune concezioni riduttive della celebrazione e del sacramento che per molto tempo hanno condizionato la riflessione teologica e la prassi pastorale hanno avuto ricadute problematiche non solo sulla catechesi ma anche sulla pastorale liturgica e sulla stessa celebrazione”, ha osservato don Magnani. Il direttore dell’Uln ha posto quindi l’attenzione sulla necessità di “una cura costante, progressiva e trasversale che dobbiamo avere per introdurre le nuove generazioni nel mondo fede vissuta e celebrata”. La contemporaneità – ha rilevato – “ci pone nuove sfide (cultura digitale, logica economica)” per cui è opportuno chiedersi “in quale modo ciò che annunciamo e celebriamo impatta sugli attuali contesti culturali”. “Le nostre azioni – ha domandato – mantengono il loro valore o non riescono a far sentire la novità evangelica dentro la sfida di una realtà aumentata, di una cultura del profitto?”. Si è dunque di fronte “ad una vera sfida cruciale per il nostro agire” per riuscire a “trasmettere in modo efficace il linguaggio simbolico-rituale in cui si fa la prima esperienza dell’essere credenti”. “Dobbiamo far sì – ha concluso don Magnani – che la liturgia e soprattutto la celebrazione diventi per tutti – bambini, ragazzi, loro famiglie, intera comunità – culmine e fonte della vita cristiana”.

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