Giornata mondiale rifugiato: suor Mariano (Scalabriniane), “la creazione di una rete porta sempre processi di dialogo che fanno bene al mondo”

“È bello raccontare la storia di quei rifugiati di Palermo che a breve parteciperanno ai lavori di recupero della chiesa di San Giovanni dell’Origlione. È bello raccontare la storia di altri rifugiati a Milano, Piacenza, Roma, che si impegnano partecipando al miglioramento della città. A San Pietro sono impegnati attivamente per la cura del territorio. La stessa piazza, tra l’altro, da cui il Papa nell’Angelus ha espresso la volontà di creare occasioni di dialogo. Bisogna raccontare una storia drammatica, quella del flusso enorme di rifugiati, partendo da quegli elementi virtuosi, e positivi, che stanno regalando sorrisi e speranze a tanti. Questa è l’ennesima prova che dalle crisi possono nascere grandi momenti”. Lo dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane in occasione della Giornata mondial del rifugiato. “La creazione di una rete porta sempre processi di dialogo che fanno bene al mondo – ha aggiunto suor Neusa –. Ciò vale soprattutto per i soggetti più fragili come le donne e i bambini. Lo scenario internazionale non è mutato perché ancora gli Stati devono affrontare le questioni migratorie in maniera organica: oltre al diritto di migrare va tutelato – e garantito – il diritto di non migrare. Dunque, è necessario evitare che scoinvolgimenti climatici, guerre, crisi politiche possano tradursi in richieste in massa di rifugiati – giustamente – disperati. A loro dobbiamo tendere una mano, accoglierli, e allo stesso tempo aiutarli ad essere felici. Ciò, perché nessuno rischia con piacere la propria vita, abbandona i loro affetti e la loro casa. Questo dobbiamo capirlo bene, tutti”.

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