Giornata mondiale rifugiato: Rozera (Unicef), “serve subito rete per evitare minori invisibili”

L’ondata migratoria non è più un’emergenza ma una situazione ordinaria “con cui faremo i conti anche nei prossimi anni”. Ne è convinto Paolo Rozera, direttore generale Unicef Italia, a margine della conferenza stampa organizzata dal Cnos Centro nazionale opere salesiana in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. “Nel 2016 sono stati 28mila i minori arrivati in Italia – ha detto Rozera -, di questi 25mila erano minori non accompagnati. Quello che preoccupa di più è che 600 risultano irreperibili secondo il ministero dell’Interno. Noi preferiamo definirli invisibili. Metà di loro ha usato l’Italia come paese di transito per andare in altre nazioni europee, l’altra metà invece è finita in mano alle organizzazioni criminali per lo sfruttamento della prostituzione”. Per fronteggiare questa situazione gli strumenti legislativi esistono, dice il responsabile dell’Unicef, “serve applicarli”. Ma serve soprattutto attivare una rete. “La cosa migliore – ha osservato – è seguire la filiera dallo sbarco in poi tramite una rete solida di soggetti”. “La mia idea – ha detto in un altro passaggio – è di chiudere la tratta del mare da cui arrivano i rifugiati. L’Italia è lasciata sola dall’Unione europea nel gestire il flusso di sbarchi”. La soluzione sono i corridoi umanitari, ancora difficili da attivare per arginare anche il giro d’affari generato dai viaggi verso l’italia sui barconi. Il nodo cruciale dei traffici illegali di esseri umani in Libia dove secondo un recente rapporto di Unicef sono stati contati 34 centri di detenzione ufficiale per che consistono in container dove anche i minori subiscono ogni tipo di violenza.

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