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Giornata mondiale rifugiato: organizzazioni cristiane, “costruire ponti di solidarietà anziché muri di divisione”

“L’opposizione da parte di alcuni paesi alla migrazione di persone sfollate non tratterrà chi subisce insopportabili sofferenze dal lasciare le proprie case. I paesi ricchi non possono rinnegare la loro responsabilità per le ferite inflitte al nostro pianeta – disastri ambientali, il commercio delle armi, la disuguaglianza di sviluppo – che spingono alla migrazione forzata e al traffico di esseri umani”. È un passaggio del documento ecumenico pubblicato oggi per la Giornata mondiale del rifugiato da venti organizzazioni cristiane, tra cui Caritas internationalis, la Federazione luterana mondiale, l’Alleanza anglicana. Se “è vero che l’arrivo di migranti nei paesi più sviluppati può presentare reali significative sfide, può anche essere un’opportunità per l’apertura e il cambiamento” e, come sostenuto anche da Papa Francesco, “le società che trovano il coraggio e la visione di superare la paura degli stranieri e dei migranti scoprono presto le ricchezze che i migranti portano con sé”. Per i cristiani “non è sufficiente professare di amare Cristo: la fede è autentica solo se si esprime attraverso azioni di amore”, e questo anche al di là “dei confini religiosi e culturali”. Il messaggio si conclude con un appello a “combattere insieme come una sola famiglia umana per costruire ponti di solidarietà anziché muri di divisione” consapevoli che “i fratelli e le sorelle rifugiate ci offrono opportunità di reciproco arricchimento e crescita” e che “è Dio che ci fa incontrare”.

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