Faci: mons. Marangoni, “c’è ancora da fare”, specialmente nel campo della “solidarietà tra preti”

A cento anni dalla sua istituzione, è importante e necessario “rilanciare la Faci come libera associazione che promuove la solidarietà tra sacerdoti”. Lo ha affermato mons. Antonio Marangoni, presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Vicenza, che ha ricordato come “nessuna organizzazione in Italia è così capillarmente presente sul territorio”. Intervenendo al Convegno organizzato a Pompei per celebrare il centenario della Federazione tra le associazioni del clero in Italia, mons. Marangoni ne ha ripercorso la storia evidenziando i traguardi raggiunti e le difficoltà a cui si è dovuto fare fronte negli anni, per poi individuare le prospettive per il futuro. “La Faci – ha rilevato – ha fatto da pioniere in tanti campi che poi la Chiesa ha fatto suoi e istituzionalizzato, ma c’è ancora da fare”. Anche oggi, in un contesto in cui “provvidenzialmente è stato creato l’Istituto centrale per il sostentamento del clero, un organismo della Cei nato per garantire un’assistenza dignitosa al clero, con un’attenzione per tutti i preti e non solo per quelli che hanno un beneficio”. Poiché infatti alcune delle funzioni assolte inizialmente dalla Faci sono ora appannaggio dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero, “ci si potrebbe chiedere se la Faci può servire ancora”, ha osservato mons. Marangoni per il quale invece la Federazione, “sempre in accordo con la Cei”, può continuare a dare il suo contributo. Resta, ha concluso, “largo spazio per la solidarietà tra i preti”.

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