Faci: mons. Caputo, “associazione che ha un carisma e una luce. Il centenario è occasione per sostenerla e rinnovarla”

“Un’associazione che ha un carisma e una luce”. Con queste parole l’arcivescovo Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei e delegato pontificio per il santuario mariano, ha definito la Faci, la Federazione tra le associazioni del clero in Italia che conta circa 10mila tesserati tra vescovi, preti e diaconi ai quali offre assistenza in campo giuridico, tributario e previdenziale, tecnico e architettonico. “Il centenario che oggi celebriamo è un’occasione per sostenere e rinnovare la Faci perché sia strumento che serva a creare maggiore comunione tra i sacerdoti così che possano vivere la loro missione, sostenuti anche nelle cose concrete di cui la Faci si occupa”, ha scandito mons. Caputo nel saluto rivolto ai partecipanti al Convegno organizzato al santuario mariano di Pompei, “luogo simbolo delle fede cristiana, a cui guardano milioni di fedeli che arrivano da tutto il mondo”, in occasione dell’anniversario di fondazione della Federazione.
“Oggi più che mai è importante camminare insieme per vivere l’essere accanto ad ogni sacerdote a livello morale, pastorale, giuridico, amministrativo, legale”, ha osservato don Francesco Scalmati, presidente della Faci, ricordando che “solo se siamo insieme riusciamo a camminare e ad essere propositivi all’interno della chiese particolari e dell’intera chiesa”. Non solo: “L’essere insieme ci aiuta a comprendere le varie problematiche e difficoltà che incontriamo e affrontarle meglio”, ha aggiunto il presidente della Federazione per il quale l’unità diventa anche sinonimo di rappresentatività. “Se siamo un buon numero – ha concluso – possiamo essere un punto di riferimento”.

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