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Tunisia: arcivescovo Antoniazzi, “il Paese che ha dato più combattenti all’Isis. Il futuro fa paura”

“La Tunisia è il più piccolo Paese del Nord Africa che ha dato più combattenti al Daesh/Isis: circa 6-7000. Prima o poi torneranno a casa. E’ gente abituata alla guerriglia e alla guerra. Parecchie cellule sono già rientrate. La polizia dice che li sta controllando ma fino a quando? Il futuro fa più paura del presente”. A parlare in un’intervista al Sir è mons. Ilario Antoniazzi, arcivescovo di Tunisi. “Dicono che in Tunisia c’è il terrorismo ma ricordiamo che l’ultimo attentato è accaduto due anni fa, mentre in Europa è successo da poco – afferma -. Come Chiesa non abbiamo nessun problema. Non siamo mai stati minacciati, io posso andare dove voglio, non ho scorta. Ora non ci lamentiamo ma non possiamo dire di aver risolto tutti i problemi”. In più, prosegue, “di fronte alla domanda se i terroristi tunisini devono rientrare o meno, la popolazione è divisa. Molti dicono: ‘Sono nostri figli, devono rientrare, siano messi in prigione’. Ma bisognerebbe costruire altrettante prigioni. Altri dicono ‘perché riportarli a casa, per avere problemi?’ E chi li tiene? Questo fa paura. Non so come si possa risolvere questo problema, perché hanno tutti passaporto tunisino e diritto a rientrare nel Paese”. “Ma è inutile pensarci e stare male – osserva -. Quando mi chiedono com’è la situazione in Tunisia guardo l’orologio e dico: sono le 2. 45. Fino ad ora va bene, ma non so cosa succederà alle 3. Si vive in pace ma non con la serenità del futuro”.

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