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Scomunica mafiosi e corrotti: mons. Galantino, “possono fare le offerte che vogliono ma non appartengono alla Chiesa”

“I mafiosi e i corrotti quando travolgono tutto e tutti per raggiungere il loro obiettivo non appartengono alla Chiesa: le statue possono fare gli inchini che vogliono, possono dare come offerta i soldi che vogliono ma non appartengono alla Chiesa”. Lo ha affermato monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale italiana, intervenendo ieri a Bologna a “La Repubblica delle idee”. Dialogando con lo storico Melloni, Galantino ha spiegato che “la corruzione ha la stessa logica della mafia perché c’è l’assolutizzazione di un obiettivo e anche dei mezzi per raggiungerlo. Chi corrompe o chi vuole farlo ha l’obiettivo di arrivare ai soldi o di coprire uno spazio e per fare questo non esistono impedimenti, chiunque si trova bisogna abbatterlo come un birillo”. “È questa capacità di evitare questi atteggiamenti di morte seminata per raggiungere l’obiettivo che mette fuori dalla Chiesa”, ha osservato il segretario generale della Cei, riconoscendo che purtroppo “c’è gente che pensa, anche nella Chiesa, di poter alle volte contemperare comunque certe cose”. Galantino ha ricordato anche la “presa di posizione forte, tanto da diventare un punto di riferimento” contro i mafiosi espressa da Papa Francesco a Sibari tre anni fa. “Il Papa aveva preparato il discorso ma voleva qualcosa di più forte. Prima della messa ha voluto scrivere con me quella espressione: ‘chi adora solo il denaro e sottopongono a questo le relazioni e i progetti, sono fuori dalla Chiesa, sono scomunicati’”. Il segretario generale della Cei, che il 15 giugno ha partecipato al “Dibattito internazionale sulla corruzione” voluto dal Papa, riguardo alla situazione italiana rispetto alla corruzione – “un dramma, che il Papa chiama cancro” – ha rilevato che “è cresciuta la sensibilità, mentre prima si girava un po’ la testa oggi c’è voglia di reagire”. “Spero che questa presa di posizione – ha concluso – non serva solo a corrotti e mafiosi ma anche a coloro che li lasciano fare, basta non essere scocciati”.

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