Populismi: p. Occhetta (“La Civiltà Cattolica”), “incubatori del consenso sono i social network”

“Incubatori del consenso dei populisti sono i social network”. Lo afferma padre Francesco Occhetta in un intervento pubblicato sull’ultimo de “La Civiltà Cattolica”. “Il linguaggio usato è quello della post-verità: se una notizia è falsa e tuttavia viene condivisa da molti, è accreditata come vera”, osserva il gesuita, secondo cui “elemento comune ai populismi è la comunicazione, spesso autoreferenziale e strumentale”. “Il leader – spiega – comunica attraverso la cassa di risonanza dei social network o dei blog personali, utilizzando forme espressive semplici”. Inoltre “le notizie dei media tradizionali sono considerate la voce della propaganda che legittima il potere”. Di fronte alla “visione messianica e moralistica della politica, di cui i populisti sono portatori” e in tempi di “crisi finanziarie e paura delle migrazioni”, per Occhetta i populismi “sono solo apparentemente vasi vuoti in cui si riversano la rabbia e le critiche alle politiche istituzionali”. “Politica di governo e populismi sono come due vasi comunicanti: quanto più la prima omette di dare risposte ai problemi sociali, tanto più crescono i populisti e le loro soluzioni semplicistiche”, rileva il gesuita, evidenziando che “la gente non vota mai contro i propri interessi, ma sull’onda del malessere diffuso, del disagio e della paura dei cambiamenti”. Cosa fare? “Per arginare i populismi occorrono processi di maggiore democratizzazione; la lotta a disuguaglianze sociali mediante la redistribuzione di redditi e potere; ripensare forme di partito e partecipazione democratica a tutti i livelli per renderla una cultura”. “È la cultura del ‘popolarismo’ ad arginare ogni tipo di populismo”, ammonisce Occhetta, ricordando che “la strada istituzionale è quella del dialogo inclusivo” perché “la democrazia o è inclusiva oppure non è”.

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