Populismi: p. Occhetta (“La Civiltà Cattolica”), “considerano il pluralismo come un disvalore”

La caratteristica principale dei populismi “è quella di considerare il pluralismo come un disvalore. Allo stesso sono considerate le libertà: i populisti non le negano, tendono a esaltarle nei discorsi, ma a comprimerle nei fatti”. Lo afferma padre Francesco Occhetta in un intervento pubblicato sull’ultimo de “La Civiltà Cattolica”. Per il gesuita, “sarebbe ingenuo pensare che i populismi siano forze di opposizione o semplicemente movimenti antipolitici” rilevando che “alcuni movimenti si sono rivelati come forze antisistema e antidemocratiche” e “altri, invece, un’alternativa alle forze di governo”. Occhetta osserva che “comune ai populismi è la disintermediazione”. Inoltre, “le categorie di destra e di sinistra politica sono volutamente confuse dai populisti”. “La dialettica politica – prosegue – si sposta sulla contrapposizione ‘alto’ e ‘basso’, come per esempio riguardo alla costruzione dell’Europa o al potenziamento dello Stato-nazione”. Il gesuita sottolinea poi come “lo strumento che i populisti prediligono è il referendum, in cui la partecipazione è intesa nel senso di limitarsi ad approvare o a respingere una decisione già presa dal leader”. “Cosa capiterebbe se si portasse la popolazione a decidere direttamente sui temi sensibili legati alla bioetica, ai vaccini, al fine vita, alla tassazione, alla scuola, ossia sui temi che richiedono mediazione politica?”, chiede Occhetta, secondo cui “basterebbero pochi poteri forti e qualche slogan per condizionare il voto”.

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