Papa Francesco: Angelus, “incontro personale con i rifugiati dissipa paure e ideologie distorte”. “Vicinanza” a vittime incendio Portogallo

“Oggi più che mai dobbiamo stare dalla parte dei rifugiati”. A ripeterlo, riferendosi alla Giornata mondiale del rifugiato promosso dall’Onu, che si celebra domani, è stato il Papa, al termine dell’Angelus, a cui hanno partecipato ieri in piazza San Pietro 20mila persone. “L’attenzione concreta -ha proseguito Francesco – va a donne, uomini, bambini in fuga da conflitti, violenze e
persecuzioni”. “Ricordiamo anche nella preghiera quanti di loro hanno perso la vita in mare o in estenuanti viaggi via terra”, l’invito del Papa: “Le loro storie di dolore e di speranza possono diventare opportunità di incontro fraterno e di vera conoscenza reciproca”. “L’incontro personale con i rifugiati – ha assicurato Francesco – dissipa paure e ideologie distorte, e diventa fattore di crescita in umanità, capace di fare spazio a sentimenti di apertura e alla costruzione di ponti”. Poi la “vicinanza” del Papa per l’incendio “devastante che sta colpendo i boschi intorno a Pedrógão Grande causando numerose vittime e feriti. Preghiamo in silenzio”. Infine, il saluto ai fedeli della Repubblica Centrafricana: “Porto nel cuore la visita che ho fatto nel novembre 2015 in quel Paese e auspico che, con l’aiuto di Dio e la buona volontà di tutti, sia pienamente rilanciato e rafforzato il processo di pace, condizione necessaria per lo sviluppo”.

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