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Giornata rifugiato: Intersos lancia la campagna #lichiamiamopernome per “restituire volto e voce ai profughi”

Guerre, cambiamenti climatici e carestie. Sono le tre principali cause dietro il fenomeno delle migrazioni forzate di decine di milioni di rifugiati ogni anno. La Giornata mondiale del rifugiato che ricorre domani, afferma Kostas Moschochoritis, segretario generale di Intersos, “ci ricorda come dovremmo riconoscere l’umanità in ogni persona, rispettare e valorizzare le differenze, valori purtroppo mai come oggi minacciati anche da muri fisici, politici e culturali”. No a “celebrazioni formali”; sì a “una battaglia culturale che rimetta i valori umanitari al centro delle scelte politiche e del dibattito pubblico”. Per questo Intersos lancia la campagna #lichiamiamopernome. Obiettivo, “restituire alle migliaia di profughi” che assiste “un volto e una voce, perché le loro storie diventino storie di donne, uomini e bambini in cui ciascuno di noi possa riconoscersi”. Per noi, prosegue Moschochoritis, “quelli che chiamano profughi sono innanzitutto persone. Ciascuno con un nome, ciascuno con la propria identità e la propria storia da raccontare”. In Libano, Intersos assiste nei suoi 19 centri comunitari donne e bambini siriani, a partire da chi ha subito violenze e traumi psicologici. A Roma, con il centro A28, accoglie minori stranieri non accompagnati in transito. A Ventimiglia e Como gli operatori umanitari sono impegnati per la protezione dei minori stranieri non accompagnati e dei soggetti vulnerabili. L’organizzazione è attiva anche in Sud Sudan, Yemen, Somalia, Mauritania.

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