Terremoto: Norcia, domani inaugurazione del primo Centro di comunità. Il programma della cerimonia. Mons. Boccardo, “spinta a ricostruzione spirituale delle persone”

Un momento di preghiera, con la benedizione dei locali e lo svelamento di un’immagine raffigurante la Madonna Addolorata, cui la gente di Norcia è molto devota, recuperata intatta da sotto le macerie della chiesetta omonima andata tutta a causa del terremoto. E saranno proprio i due vigili del Fuoco protagonisti del recupero a svelare il quadro che sarà collocato nel Centro, che sorge accanto ai resti della chiesa della Madonna delle Grazie, esposto alla venerazione dei fedeli. È questo il programma della cerimonia di inaugurazione, domani a Norcia, del primo dei cinque Centri di comunità – edifici polifunzionali a carattere emergenziale e di pubblica utilità, pensati come luoghi per la liturgia e per attività pastorali, sociali, culturali e ricreative – realizzati col sostegno della Caritas, nazionale o di delegazioni regionali, nell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia dopo i terremoti dello scorso anno. A rivelarlo al Sir è lo stesso arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che domani sarà al fianco del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, alla sua prima visita ufficiale ad una diocesi umbra dopo l’elezione a presidente dei vescovi Italiani.

“Il centro – spiega l’arcivescovo Boccardo – vuole essere un’ulteriore spinta di ricostruzione morale e spirituale di questa gente colpita dal terremoto. È la ricostruzione più importante e più urgente perché non possiamo rimettere in piedi i muri se prima non rimettiamo in piedi le persone”. Per questo motivo, aggiunge il presule, “l’inaugurazione di domani non è solo un segno di speranza ma anche e soprattutto un segnale di vita piena affidato alle mani di questa comunità particolarmente ferita dal terremoto e che ha perso punti materiali di riferimento. Questa è la casa di Dio in mezzo alle case degli uomini ma è anche, nello stesso tempo, casa degli uomini perché oggi non abbiamo né le une né le altre. È un luogo dove celebrare l’Eucaristia e vivere le attività pastorali, dove incontrarsi, condividere e darsi la mano gli uni gli altri per guardare avanti con fiducia, pur nella fatica”. “Il sisma – ricorda mons. Boccardo – ha privato Norcia di tutte le chiese e questo Centro è il segnale con cui la Chiesa dà, attraverso la Caritas italiana, volto all’urgenza di azioni concrete. Abbiamo bisogno di vedere che ricostruire non solo è possibile ma si può fare. Un conto sono le dichiarazioni, altro le realizzazioni. La presenza del card. Gualtiero Bassetti, conclude l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, “è un ulteriore segno di vicinanza e di sollecitudine della Chiesa e dell’episcopato italiano a tutte le zone colpite dal terremoto”.

Il Centro di comunità di Norcia, realizzato con il contributo delle Caritas diocesane della Regione ecclesiastica del Triveneto, si sviluppa su di un solo piano fuori terra, di forma rettangolare con copertura a due falde, delle dimensioni di metri 20,70 x 12,80, con altezza di metri 3,20 in gronda e 4,50 al colmo, per una superficie lorda complessiva di mq 266,00 ed un volume lordo di mc 1.105,00. Gli spazi interni del Centro sono organizzati in modo da prevedere un salone principale di superficie mq 170,00 sezionabile con pareti mobili in tre sale minori, utilizzabili separatamente, tre aule per attività, oltre a depositi e servizi. I servizi igienici sono dimensionati per consentire l’accesso a persone diversamente abili, così come gli altri ambienti. L’arredamento del Centro è stato offerto dalla comunità – Parrocchia di S. Giorgio, Associazione “Sentieri di pace” Onlus, gruppo cinghialai – di Osteria Grande di Castel S. Pietro Terme (Bo). Gli altri centri sorgeranno a Cascia, Avendita di Cascia, Campi-Ancarano di Norcia, Madonna di Costantinopoli a Cerreto di Spoleto. A presenziare alla cerimonia di domani, oltre al presidente della Cei, card. Bassetti, saranno il parroco di Norcia don Marco Rufini, il direttore di Caritas italiana don Francesco Soddu, il direttore della Caritas diocesana Giorgio Pallucco, il delegato regionale Caritas del Triveneto don Marino Callegari, progettisti e tecnici di Caritas Italiana, oltre naturalmente ai fedeli nursini. Grazie alla colletta nazionale del 18 settembre e alla generosa risposta solidale, sono finora pervenuti a Caritas Italiana oltre 25 milioni di euro, incluso il milione messo a disposizione dalla Cei. Un primo centro di comunità è stato inaugurato ad Amatrice (Ri) il 24 novembre scorso e in emergenza è stato utilizzato come presidio sanitario.

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