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Stati Uniti: Conferenza episcopale, gruppo di lavoro su immigrazione. “Dato voce alla solidarietà” e cercato di arginare le “paure”

In circa sei mesi di attività, il gruppo di lavoro sull’immigrazione della Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha dato “voce alla solidarietà” con i migranti e “alla preoccupazione pastorale per le persone a rischio”, e cercato di arginare le “paure esagerate” ha spiegato l’arcivescovo di Los Angeles José H. Gomez di fronte ai vescovi riuniti a Indianapolis per l’Assemblea plenaria di primavera. Mons. Gomez è presidente del gruppo voluto dalla plenaria dello scorso novembre per sviluppare “attività di sostegno pastorale, spirituale e politico per rifugiati e immigranti”. Il gruppo ha messo a disposizione delle diocesi materiale informativo ed educativo, proposte, ha risposto “agli ordini esecutivi sulla sicurezza interna, le città santuario e il reinsediamento dei rifugiati” firmati dal presidente Trump nel gennaio scorso, o ad atti legislativi come il Bridge Act, che allevia le misure sul rimpatrio per i giovani che rientrano nel programma di protezione internazionale e si è interfacciato con una serie di attori cattolici che lavorano nel settore (www.justiceforimmigrants.org).

Resta necessario “trasmettere una visione globale per la riforma dell’immigrazione, dipingere un quadro più completo di ciò che significa giustizia e che cosa significa misericordia nei confronti degli immigrati e dei rifugiati nel nostro Paese”, ha detto il vescovo Joe Vásquez di Austin, che ha aggiunto: “Dovremo andare oltre la semplice reazione alle varie proposte negative che abbiamo visto ultimamente, e che ci aspettiamo ahimé di vedere per qualche tempo, anche se a un ritmo più lento, e di sollevare e sostenere in modo proattivo le questioni che secondo noi hanno la priorità”.

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