Notizie Sir del giorno: Papa su piaga corruzione, domani inaugurazione Centro di comunità a Norcia, 312 imam austriaci contro il terrorismo

Papa Francesco: “la corruzione è la peggiore piaga sociale”

“La corruzione rivela una condotta anti-sociale tanto forte da sciogliere la validità dei rapporti e quindi, poi, i pilastri sui quali si fonda una società: la coesistenza fra persone e la vocazione a svilupparla”. È quanto scrive Papa Francesco nella prefazione al libro-intervista del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, con Vittorio V. Alberti, dal titolo “Corrosione”, in uscita oggi. “La corruzione spezza tutto questo sostituendo il bene comune con un interesse particolare che contamina ogni prospettiva generale”, spiega Francesco: “Nasce da un cuore corrotto ed è la peggiore piaga sociale, perché genera gravissimi problemi e crimini che coinvolgono tutti”. La parola “corrotto”, sottolinea infatti il Papa, “ricorda il cuore rotto, il cuore infranto, macchiato da qualcosa, rovinato come un corpo che in natura entra in un processo di decomposizione e manda cattivo odore”. “Cosa c’è all’origine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo?”, si chiede Francesco: “Cosa, all’origine del degrado e del mancato sviluppo? Cosa, all’origine del traffico di persone, di armi, di droga? Cosa, all’origine dell’ingiustizia sociale e della mortificazione del merito? Cosa, all’origine dell’assenza dei servizi per le persone? Cosa, alla radice della schiavitù, della disoccupazione, dell’incuria delle città, dei beni comuni e della natura? Cosa, insomma, logora il diritto fondamentale dell’essere umano e l’integrità dell’ambiente?”. (clicca qui)

Terremoto: Norcia, domani inaugurazione primo Centro di comunità. Boccardo, “spinta a ricostruzione spirituale”

Un momento di preghiera, con la benedizione dei locali e lo svelamento di un’immagine raffigurante la Madonna Addolorata, cui la gente di Norcia è molto devota, recuperata intatta da sotto le macerie della chiesetta omonima andata tutta a causa del terremoto. E saranno proprio i due vigili del Fuoco protagonisti del recupero a svelare il quadro che sarà collocato nel Centro, che sorge accanto ai resti della chiesa della Madonna delle Grazie, esposto alla venerazione dei fedeli. È questo il programma della cerimonia di inaugurazione, domani a Norcia, del primo dei cinque Centri di comunità – edifici polifunzionali a carattere emergenziale e di pubblica utilità, pensati come luoghi per la liturgia e per attività pastorali, sociali, culturali e ricreative – realizzati col sostegno della Caritas, nazionale o di delegazioni regionali, nell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia dopo i terremoti dello scorso anno. A rivelarlo al Sir è lo stesso arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che domani sarà al fianco del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, alla sua prima visita ufficiale ad una diocesi umbra dopo l’elezione a presidente dei vescovi Italiani. (clicca qui)

Albania: tre nuove nomine episcopali

Tre nuove nomine episcopali di Papa Francesco in Albania. Il Papa ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Rrëshen, presentata da mons. Cristoforo Palmieri, e ha nominato vescovo mons. Gjergj Meta, finora vicario generale dell’arcidiocesi di Tirana. Padre Giovanni Peragine, finora parroco della parrocchia di San Nicola a Milot, nell’arcidiocesi d Tirana, è il nuovo amministratore apostolico dell’Albania meridionale: succede a mons. Hil Kabashi, che lo ha preceduto in questo incarico. Il Papa ha nominato, infine, vescovo di Sapë don Simon Kulli, finora amministratore diocesano della medesima diocesi. Don Meta è nato a Dürres, in Albania, il 30 aprile 1976: è stato ordinato sacerdote il 21 aprile 2001 e dal dicembre 2016 è vicario generale dell’arcidiocesi di Tirana e portavoce della Conferenza episcopale albanese. Padre Peragine è nato in Italia, ad Altamura, il 25 giugno 1965: nell’ottobre 1998 è stato inviato come missionario in Albania, dal 2009 è presidente della Conferenza albanese dei superiori maggiori e dal 2012 presidente dell’Unione delle Conferenze europee dei superiori maggiori. Don Kulli è nato il 14 febbraio 1973 nel villaggio di Pistull, nella diocesi di Sapë. Il 29 giugno 2000 è stato ordinato sacerdote insieme ad altri quattro diaconi albanesi. Si è trattato delle prime ordinazioni sacerdotali dopo la fine del regime comunista. (clicca qui)

Honduras: vescovi, priorità a famiglia e giovani. “No alla riduzione di età per la punibilità”

È dedicato ai temi della famiglia e dei giovani il Messaggio inviato dalla Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh) al Paese a conclusione della propria assemblea, che si è svolta a Los Laureles sul tema “Famiglia, casa e scuola dell’amore”. “Poiché crediamo nell’amore e nella famiglia, stiamo elaborando una lettera pastorale diretta a tutte le famiglie e, dentro questo cammino, è programmato per il prossimo mese di luglio il secondo Congresso sulla famiglia, per dare impulso alla pastorale familiare”, si legge nel testo. Per ciascuna delle dieci diocesi del Paese, “abbiamo condiviso un rapporto informativo sulla situazione reale della famiglia e dei suoi problemi, arrivando a considerare l’urgente necessità di fare una scelta preferenziale in favore della famiglia e, di conseguenza, una scelta per costruire una società basata su relazioni di rispetto, amore e promozione della vita umana”. I vescovi invitano a prestare maggiore attenzione ai minori, agli adolescenti e ai giovani, nel difficile e violento contesto sociale in cui vive l’Honduras. (clicca qui)

Stati Uniti: Conferenza episcopale, gruppo di lavoro su immigrazione. “Dato voce alla solidarietà”

In circa sei mesi di attività, il gruppo di lavoro sull’immigrazione della Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha dato “voce alla solidarietà” con i migranti e “alla preoccupazione pastorale per le persone a rischio”, e cercato di arginare le “paure esagerate” ha spiegato l’arcivescovo di Los Angeles José H. Gomez di fronte ai vescovi riuniti a Indianapolis per l’Assemblea plenaria di primavera. Mons. Gomez è presidente del gruppo voluto dalla plenaria dello scorso novembre per sviluppare “attività di sostegno pastorale, spirituale e politico per rifugiati e immigranti”. Il gruppo ha messo a disposizione delle diocesi materiale informativo ed educativo, proposte, ha risposto “agli ordini esecutivi sulla sicurezza interna, le città santuario e il reinsediamento dei rifugiati” firmati dal presidente Trump nel gennaio scorso, o ad atti legislativi come il Bridge Act, che allevia le misure sul rimpatrio per i giovani che rientrano nel programma di protezione internazionale e si è interfacciato con una serie di attori cattolici che lavorano nel settore (www.justiceforimmigrants.org). (clicca qui)

Austria: 312 imam si schierano contro il terrorismo. Card. Schönborn (Vienna) loda l’iniziativa

Con una dichiarazione “contro l’estremismo e il terrorismo”, 312 imam della Comunità islamica in Austria (IggiÖ) hanno voluto esprimere un segno di pace e di buona volontà in vista della convivenza sociale nel Paese: la dichiarazione, presentata presso il centro islamico di Vienna-Floridsdorf, sede della più grande moschea austriaca, evidenzia che gli atti terroristici in nome dell’islam sono condannati in tutto il mondo e allo stesso tempo invita i musulmani in Austria all’integrazione sociale attiva. “Una religione che si distingue per la pace, non può essere integralista, terrorista o avere tendenze radicali”, ha detto Ibrahim Olgun, presidente della IggiÖ durante la presentazione. Oltre alla condanna della violenza terroristica viene osservato che “è compito di ogni musulmano e ogni musulmana lavorare attivamente per la sicurezza e la pace del Paese e dei suoi cittadini”. L’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, al termine della sessione plenaria estiva dell’Assemblea dei vescovi, presso il santuario Mariano di Mariazell, ha espresso ieri soddisfazione per la dichiarazione contro l’estremismo e il terrorismo firmata dagli imam d’Austria. (clicca qui)

Disabili in ospedale: mons. Giuliodori (Un. Cattolica), “prima sfida è avere visione centrata su dignità e valore della persona”

“La prima grande sfida è avere una visione centrata non sulla condizione fisica o mentale della persona ma sulla dignità e sul valore di ogni persona”. Ne è convinto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che questo pomeriggio ha introdotto i lavori del convegno “Il diritto negato. Persone con disabilità e salute” che si è svolto presso il Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma per iniziativa del Centro di ateneo di bioetica dell’Università Cattolica in collaborazione con il Centro di ateneo per la vita. “Pochi anni fa – ha osservato Giuliodori – è stata lanciata la Carta dei diritti delle persone con disabilità in ospedale, un pregevole progetto che però ha bisogno di essere costantemente monitorato. Dove porre il confine della disabilità? Come la identifichiamo?”. Per il presule “è importante cogliere lo spessore, la portata esistenziale che accompagna la disabilità e al tempo stesso essere attenti a organizzare il servizio sanitario perché per chi deve fare costantemente i conti con la disabilità non si aggiungano le difficoltà del muoversi in ospedale”. (clicca qui)

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