Lotta alla mafia: mons. Pennisi (Monreale), necessario “un profondo cambiamento di mentalità, un riarmo morale”

“La mafia potrà essere sconfitta attraverso un profondo cambiamento di mentalità, a un ‘riarmo morale’ che porti a non idolatrare il denaro e la violenza e a ritrovare il nesso indispensabile che deve legare morale, economia e politica”. È quanto scrive l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, in un intervento pubblicato da “L’Osservatore Romano” nel quale ripercorre la battaglia di don Sturzo contro la mafia. “L’impegno di don Luigi Sturzo per contrastare la corruzione e il fenomeno mafioso inizia come un impegno educativo attraverso la stampa e il teatro popolare”, ricorda mons. Pennisi, aggiungendo che “la denunzia di Sturzo aveva lo scopo di educare il popolo per formarne la coscienza a una cultura della legalità e della moralità, che erano assenti o sopite”. “Quando Sturzo divenne amministratore locale, il tema da letterario divenne esistenziale per gli scontri che egli ebbe con i mafiosi che usavano metodi violenti per condizionare il voto dei cittadini e i politici che praticavano la corruzione elettorale”, prosegue l’arcivescovo, secondo cui “Sturzo fu uno dei pochi politici che denunciarono senza timori l’esistenza di una mafia criminale e non come innocuo costume isolano e nelle vesti di sociologo comprese le cause più profonde del fenomeno e le sue tendenze all’urbanizzazione”. “Don Luigi Sturzo condusse la sua battaglia per la moralizzazione della vita pubblica nelle vesti del sacerdote, del sociologo e del leader politico”, convinto che “per combattere le varie mafie si tratta di comprenderne la presenza non innanzitutto e solo come problema di sottosviluppo economico, ma come un problema culturale, morale e religioso”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa