Honduras: vescovi, priorità a famiglia e giovani. “No alla riduzione di età per la punibilità”

È dedicato ai temi della famiglia e dei giovani il Messaggio inviato dalla Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh) al Paese a conclusione della propria assemblea, che si è svolta a Los Laureles sul tema “Famiglia, casa e scuola dell’amore”. “Poiché crediamo nell’amore e nella famiglia, stiamo elaborando una lettera pastorale diretta a tutte le famiglie e, dentro questo cammino, è programmato per il prossimo mese di luglio il secondo Congresso sulla famiglia, per dare impulso alla pastorale familiare”, si legge nel testo. Per ciascuna delle dieci diocesi del Paese, “abbiamo condiviso un rapporto informativo sulla situazione reale della famiglia e dei suoi problemi, arrivando a considerare l’urgente necessità di fare una scelta preferenziale in favore della famiglia e, di conseguenza, una scelta per costruire una società basata su relazioni di rispetto, amore e promozione della vita umana”. I vescovi invitano a prestare maggiore attenzione ai minori, agli adolescenti e ai giovani, nel difficile e violento contesto sociale in cui vive l’Honduras.

“Ci sembra più che mai necessario che lo Stato dedichi più personale alla prevenzione della criminalità e al contrasto della delinquenza. Crediamo che la formazione integrale dei giovani sia la strada migliore per prevenire la violenza familiare e sociale nella quale viviamo. L’investimento nell’educazione è la chiave per cambiare la storia dell’Honduras. È poi urgente che gli imprenditori offrano posti di lavoro ai giovani, in modo che cresca la loro autostima e che molti di loro abbandonino l’idea di emigrare, potendo vivere quini in modo degno”. Quindi la presa di posizione su una questione dibattuta nel Paese: “Crediamo che la riduzione di età per la punibilità non porti delle soluzioni alla situazione di insicurezza nella quale viviamo. Oltre al fatto di andare contro i trattati internazionali che l’Honduras ha sottoscritto, questo provvedimento esporrebbe i minori, a contatto con detenuti adulti, al rischio di sprofondare ancora di più nella criminalità, anche in considerazione del fatto che non vengono offerti programmi di riabilitazione e reinserimento”.

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