Disabili in ospedale: Bosisio (Fish Lombardia), “accessibilità, non discriminazione, consenso informato, accomodamento ragionevole”

Accessibilità, non discriminazione, consenso informato: sono queste, in estrema sintesi, le indicazioni di Luisella Bosisio Fazzi (Consiglio direttivo Ledha – Fish Lombardia) al convegno “Il diritto negato. Persone con disabilità e salute” in corso presso il Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma. Bosisio parla di diritto alla cura in ospedale delle persone con disabilità intellettiva e di accomodamento ragionevole. “Spesso – spiega – le stanze e i servizi igienici non sono pensati per persone disabili, e neppure la somministrazione delle medicine per via orale”. “Non discriminazione – prosegue – significa che a nessuna persona deve essere negata la cura”. Quanto al consenso informato: “è troppo poco il tempo impiegato per spiegare di che si tratta e per attendere la risposta”. “Quali competenze tecniche e relazionali – si chiede Bosisio – hanno i sanitari che ne hanno la responsabilità?”. Infine il concetto di “accomodamento ragionevole” che si riferisce alle modifiche e agli adattamenti necessari per “garantire qualità e appropriatezza dei servizi assicurando anche a queste persone l’esercizio e il godimento su base di uguaglianza con gli altri del loro diritto alla salute”. Il primo accomodamento “può essere un assistente personale che interpreti silenzi e ‘non detti’ della persona”. Infine, conclude Bosisio, “suggerimenti per l’accoglienza e linee guida per operatori e genitori per affrontare l’accesso in ospedale per esami dei pazienti con autismo”.

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