Corruzione: don Ciotti (Libera), “criminalità politica ed economica vanno a braccetto”

“Criminalità politica ed economica vanno a braccetto e favoriscono la criminalità organizzata. Mafia e corruzione in Italia sono due facce della stessa medaglia”. Lo ha detto oggi don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, in una intervista al Sir a margine del Dibattito internazionale sulla corruzione organizzato oggi in Vaticano dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale in collaborazione con la Pontificia Accademia delle Scienze. “La presenza criminale mafiosa è tornata molto forte nonostante l’impegno e il sacrificio di molti – ha affermato -. Non è solo un problema di ordine giudiziario. Non bastano solo le leggi. C’è una dimensione culturale ed educativa che deve entrare in gioco. E ci vuole un cambiamento dal basso. Tre parole diventano fondamentali: la continuità nel fare le cose, la condivisione e la corresponsabilità. La disponibilità a collaborare con le istituzioni se fanno bene e di essere un pungolo propositivo se non fanno ciò che devono fare”. Secondo don Ciotti “le Chiese hanno un ruolo molto importante per risvegliare le coscienze. La parola da gridare qui oggi è libertà: perché i poveri non sono liberi, le mafie e la corruzione privano della libertà, impoveriscono. Forme di sfruttamento e di schiavitù  schiacciano la vita e la libertà della gente. Allora dobbiamo liberare la libertà, anche in Italia”. Questa “è una grande sfida culturale per scuotere le coscienze ed educare alla responsabilità”, facendo attenzione affinché la parola “legalità” non diventi “un idolo dietro il quale si nascondono un po’ tutti”. “La legalità è uno strumento – ha sottolineato -, un mezzo importante ma l’obiettivo resta la giustizia sociale”.

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