Corruzione: card. Turkson (Santa Sede), “anche nelle università regole non giuste”

“Perché nelle grandi università italiane alcuni posti non si liberano mai per nuovi professori? Perché sono intoccabili e inamovibili? Cos’è se non corruzione?”: il cardinale Peter Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, porta questo esempio per indicare uno dei tanti casi che ruotano intorno al tema corruzione. Lo fa in una intervista al Sir in merito al Dibattito internazionale sulla corruzione organizzato oggi in Vaticano in collaborazione con la Pontificia Accademia delle Scienze. Un evento internazionale che ha riunito magistrati, associazioni, forze dell’ordine, vittime di crimini ed esponenti ecclesiali, per discutere su quella che Papa Francesco definisce “la peggiore piaga sociale” e “il linguaggio delle mafie”. I partecipanti stanno discutendo su una bozza di documento che verrà approvata nel pomeriggio, per identificare proposte concrete che possano portare a politiche e leggi in grado di prevenire la corruzione. A proposito della scarsa disponibilità di cattedre accademiche dice: “Ci sono anche casi in cui la cattedra viene passata ad un parente. Ci vuole un cambiamento del cuore, di un sistema di valori, bisogna amare un po’ la giustizia. Ci sono esigenze da rispettare. Se viviamo in una società bisogna cercare il bene di tutti. Sono le leggi basilari della giustizia”. Un altro esempio del cardinale Turkson riguarda gli studenti: “Quando uno studente fa l’esame per entrare all’università si spera venga ammesso in base al merito. Invece a volte si scopre che, pur avendo voti alti ma non conoscendo nessuno, si impedisce l’ammissione a corso. Questa è una esperienza concreta di corruzione. Ci sono studenti giovani che non hanno nessuna possibilità di occupare questi posti. Ci dovrebbero essere leggi nelle università che definiscano meglio queste regole”.

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