Spiritualità: Battaglia (Comitato bioetica), “fare spazio al concetto di buona vita e di felicità secondo l’insegnamento di Aristotele”

“Occorre superare l’idea di sacralità della vita facendo spazio al filone interessante del concetto di buona vita e di felicità secondo l’insegnamento di Aristotele; idea di felicità che non è edonismo ma pieno compimento delle proprie capacità, realizzazione di sé”. Lo afferma Luisella Battaglia (Università di Genova e membro del Comitato nazionale di bioetica) nel suo intervento al convegno “Laicità e spiritualità” promosso a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, dal Centro Pannunzio e dal “Cortile dei gentili” del Pontificio Consiglio della cultura. In questa concezione di buona vita, spiega, “anche sofferenza e dolore possono trovare una giustificazione purché io lo voglia”. Al riguardo, Battaglia invita a tenere presente che “l’odierno paradigma della complessità ci insegna a calcolare l’incertezza e tenere conto dell’umiltà”. Soffermandosi sulla “Laudato si’”, la relatrice la definisce “di straordinaria importanza perché segna un punto di svolta nella teologia cristiana superando l’antropocentrismo. Per il Papa la dignità ontologica dell’uomo rimane ma non è soltanto onore ma anche onere”. Si configura così “una teologia aperta al mondo vivente nella cura della casa comune. Laici, credenti, diversamente credenti non possono che condividere questo compito affidato dal Papa”. “Se cominciamo a intravedere i profili di questo tipo di spiritualità nella bioetica – conclude – forse potremo fare un cammino comune all’insegna della speranza”.

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