Schiavitù: Turco (Fondazione Iotti), “nella lotta alla tratta c’è stato un arretramento”

“La lotta alla schiavitù è un impegno che ci riguarda come cittadine e come istituzioni. Una battaglia che dobbiamo fare giorno per giorno, per la quale c’è stato un arretramento”. Lo ha detto Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, in occasione della presentazione del libro testimonianza “Il coraggio della libertà. Una donna uscita dall’inferno della tratta”, scritto da Blessing Okoedin e Anna Pozzi, promossa dalla stessa Fondazione oggi pomeriggio alla Camera dei deputati. “Per fortuna – ha continuato Livia Turco – Papa Francesco parla frequentemente del tema e per fortuna ci sono le religiose e gli operatori che se ne occupano, ma su questo tema occorrerebbe ripartire con la mobilitazione”. Riguardo al libro, l’ex parlamentare e più volte ministro, ha avuto parole di elogio per l’autrice, Blessing Okoedin, che ha raccontato la sua esperienza di ex schiava della prostituzione. “Blessing – ha commentato Turco – è stata una donna coraggiosa, cresciuta con valori forti. Sognava di fare l’informatica in Italia e invece si è ritrovata schiava a Castel Volturno. Non si è rassegnata ma ha denunciato, trovando le religiose di Casa Ruth”. La presidente Turco ha ricordato l’iter che portò all’articolo 18 del decreto legislativo 286 del 1998, norma che in Italia ha dato la possibilità alle ragazze schiave dello sfruttamento un permesso di soggiorno provvisorio, anche in assenza di una denuncia. “Quando è stato varato l’articolo – ha affermato la Turco che allora era ministro della solidarietà sociale – per affrontare la piaga molti chiedevano la riapertura delle case chiuse. Sulla base della mia esperienza politica, invece, ho iniziato ad apparecchiare i tavoli per capire il fenomeno. Attorno a quei tavoli c’erano le associazioni e gli operatori di strada. Persone diversissime a cui chiesi cosa si potesse fare. Mi resterà sempre in mente l’assonanza di analisi e proposte. Quell’articolo – ha concluso – non è quindi il frutto di un legislatore illuminato ma di un legislatore che ha ascoltato”.

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