‘Ndrangheta: Tribunale minori, “cultura di padre in figlio sottovalutata. Alcune donne si dissociano ma manca legge”

“La ‘Ndrangheta si eredita. Le famiglie della Provincia di Reggio Calabria mantengono il potere sul territorio nel tempo attraverso la continuità generazionale e l’indottrinamento sistematico dei figli. La trasmissione di cultura mafiosa di padre in figlio è un fenomeno endemico talvolta sommerso per troppo tempo sottovalutato”. Così il presidente del Tribunale dei minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in merito all’iniziativa che prevede il sostegno delle donne e dei figli che vogliono allontanarsi dalle famiglie mafiose.
“Dal 2012 – ha spiegato Di Bella – stiamo adottando dei provvedimenti sulla responsabilità genitoriale. L’obiettivo è quello di tutelare gli sfortunati ragazzi delle ‘ndrine e preservarli da un destino di morte o carcerazione”.
Tra le maggiori difficoltà per il Tribunale dei minori di Reggio Calabria, ha sottolineato Di Bella, emerge la “mancanza di reti di supporto. Il contributo del volontariato, soprattutto di Libera, è fondamentale. Avremmo bisogno di una rete normativa e sociale che faciliti il percorso. Molte donne si stanno dissociando perché provate dai lutti e dalle carcerazioni. Si rivolgono così al Tribunale per i minori. Alcune di loro intraprendono dei percorsi di collaborazione con la giustizia. Qui scatta un sistema di protezione. Altre donne invece si dissociano semplicemente, vogliono andare via con i propri figli. Per queste donne il Tribunale dei minori di Reggio Calabria, in territorio di frontiera, rappresenta l’ultima spiaggia. Non siamo più considerati un’istituzione nemica. Ma qui manca una legge. Per queste donne non è previsto nulla, solo la copertura dei nostri provvedimenti e l’aiuto di Libera che fornisce i supporti logistici e lavorativi”.

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