Laicità: Quaglieni (Centro Pannunzio), “oltre divisioni del passato, oggi terreno comune di confronto credenti-non credenti”

“Il grado più alto al quale giunge la laicità non è la tolleranza, concetto legato a Voltaire, ma il rispetto”. Esordisce così Pier Franco Quaglieni, direttore del Centro Pannunzio, nel suo intervento al convegno “Laicità e spiritualità” promosso a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, dal Centro Pannunzio e dal “Cortile dei gentili” del Pontificio Consiglio della cultura. Riflettendo su laicità e laicismo, Quaglieni spiega: “Il laicismo implica una visione immanentistica dell’uomo, della vita e della cultura: diventa in qualche modo un surrogato dell’ateismo che implica una condanna sostanziale delle religioni come forme di superstizione irrazionale”, ma “queste sono posizioni datate, da laici furiosi”. “Io non appartengo a questi laici furiosi – assicura il relatore -, ma a quelli che hanno il desiderio di confrontarsi, seminare il dubbio ma anche raccogliere qualche certezza. Credo ci sia un terreno comune che va oltre le divisioni del passato”. Di qui l’interrogativo aperto lasciato da Quaglieni : “Pur avendo volti differenti, gran parte dell’islam è compatibile con la democrazia, la tolleranza, il rispetto di genere? Certo la Turchia che incarcera i giornalisti ed è di fatto una dittatura opprimente non può essere l’immagine di un islam aperto e dialogante. Diventa difficile stabilire dei dialoghi che tuttavia io mi auguro perché il massimo della laicità possibile è stabilire un dialogo anche con chi non lo vuole”.

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