Laicità: card. Ravasi, “quando il cristianesimo si è lasciato tentare dalla teocrazia ha smentito il suo fondatore”

“Il cristianesimo è una religione fondata da un laico, Gesù di Nazareth. Tutte le volte che si è lasciato tentare un po’ dalla teocrazia ha smentito il suo stesso fondatore”. Lo ha detto il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, introducendo i lavori del convegno “Laicità e spiritualità” promosso questa mattina a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, dal Centro Pannunzio e dal “Cortile dei gentili” del dicastero vaticano. “Tutti sottolineiamo sempre la necessità di distinguere tra laicità e laicismo – ha esordito il cardinale -, ma io penso che questo sia ormai un dato acquisito. La laicità è uno spazio in cui ci troviamo tutti, credenti e non credenti”. Ed è alla base del cristianesimo: “Gesù non era un sacerdote, ma un laico. Tutte le volte che il cristianesimo si è lasciato tentare un po’ dalla teocrazia ha smentito il suo stesso fondatore che ha lasciato quel famoso ‘tweet’ fatto soltanto di 50 caratteri greci in cui formula quel principio sul quale si sono accanite per secoli la teologia, la storia, a volte drammatica, della Chiesa: ‘Rendete a Cesare quel che è di Cesare e rendete a Dio quel che è di Dio’”. E questo “a differenza dell’Islam che afferma la necessità dell’unione fra trono e altare e nel quale la sharia, codice di diritto canonico, diventa anche codice civile”. La laicità “positiva”, per Ravasi, “diventa terreno comune che pur con le necessarie distinzioni ci permette di avere un dialogo”.

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