Diocesi: card. Bagnasco (Genova), “individualismo e collettivismo sono forme di totalitarismo”

“Individualismo e collettivismo sono due forme di totalitarismo, di imperialismo” e, se il collettivismo statale è da condannare perché “annulla la persona e la sua individualità”, “la visione individualista rintana l’uomo nell’asfissiante perimetro di se stesso con l’illusione di essere più libero, mentre è più schiavo di pulsioni e di interessi”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Genova, card. Angelo Bagnasco, nell’omelia pronunciata al santuario di N.S. della Guardia in occasione del tradizionale pellegrinaggio del mondo del lavoro. “Nessuna delle nostre scelte possiamo considerarla totalmente privata, nessuna delle nostre azioni è totalmente nostra, un affare solamente mio, perché siamo strutturati come relazione costantemente con gli altri” ha spiegato Bagnasco. Per questo l’arcivescovo ha esortato a “riconoscerci legati gli uni agli altri, con vincoli di corresponsabilità, ritenendo il bene o il male dell’altro come il bene o il male anche nostro”. “Che visione disumana – ha esclamato – quella che gode del male altrui, delle difficoltà altrui. Che umanità disumana”. Secondo il cardinale, “non possiamo arrenderci”, anzi “dobbiamo diventare dissidenti, rivoltosi”. Di qui l’invito ad “andare controcorrente, secondo il Vangelo” per dire che vivere nell’individualismo “è sbagliato” e la visione del bene comune “si riflette nei rapporti di famiglia, di amicizia, di comunità cristiana, si estende nell’ambito del lavoro, delle aziende, dove il senso di appartenenza gli uni agli altri è un bene incalcolabile, impagabile per i singoli, per l’ambiente, per la comune impresa, per la società”. “Su questa strada – ha concluso – dobbiamo camminare spediti”.

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