Diritti umani: Malalai Joya (attivista Afghanistan), “democrazia e pace non si garantiscono sganciando bombe”

“La democrazia, la giustizia e la pace non si possono garantire sganciando bombe. Lo slogan della guerra al terrorismo non è che una menzogna usata dagli Usa e dalla Nato per portare avanti le proprie guerre e testare armi nel nostro Paese, come la cosiddetta ‘madre di tutte le bombe’, le bombe a grappolo, l’uranio, il fosforo, che massacrano e distruggono il nostro popolo e la nostra natura”. È la chiara denuncia espressa oggi a Roma da Malalai Joya, una delle più note difensore dei diritti umani in Afghanistan, durante un incontro organizzato dalla rete “In difesa Di – per i diritti umani e chi li difende” che riunisce oltre 30 organizzazioni della società civile. Malalai partecipò come delegata nel 2003 alla Grande Assemblea che doveva stilare la nuova Costituzione e denunciò gran parte dei presenti come responsabili di gravi crimini contro l’umanità. Fu espulsa dalla Camera bassa nel 2007 e da allora riceve minacce di morte ed è costretta a vivere nascosta sotto un burka, lontana dalla famiglia e dal figlio. “Non temo tanto la morte quanto i rischi che possono derivare da restare in silenzio di fronte a tanta ingiustizia – ha affermato -. Dicono che l’obiettivo è colpire l’Isis, in realtà vogliono solo testare armi nel nostro Paese, perché da noi esiste un regime fantoccio”. Malalai ha denunciato la grave condizione delle donne, la corruzione e l’impunità nel suo Paese e fatto un appello anche a favore dei richiedenti asilo e rifugiati afghani: “Non lasciano il Paese per fare la bella vita in Europa. Fuggono dalle bombe e dagli attacchi kamikaze a Kabul. I governi occidentali, compreso quello italiano, hanno responsabilità in questo disastro perché hanno consentito alle forze radicali estremiste di prendere il potere nel Paese”. E ha lanciato un avvertimento: “Ricordate che quando vengono espulsi dall’Europa e rimandati in Afghanistan trovano davanti a loro solo due strade: la tossicodipendenza o l’Isis o altre forze estremiste, che li arruolano pagandoli 600 euro al mese. I governi europei dovrebbero invece tutelare chi chiede asilo perché altrimenti non fa altro che aumentare il potere dei terroristi”.

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