Omicidio a Monopoli: mons. Favale (vescovo), “increduli e sgomenti per una triste vicenda che ci interpella tutti”

“La drammatica vicenda accaduta a Monopoli lo scorso 2 maggio ci lascia tutti increduli e sgomenti, sia per la tragica fine del signor Giuseppe Dibello sia per il coinvolgimento di ragazzi poco più che adolescenti, che si sono resi protagonisti di un efferato gesto di morte”. Ad affermarlo al Sir è il vescovo di Conversano-Monopoli, mons. Giuseppe Favale. “A nome della Chiesa di Conversano-Monopoli – prosegue il vescovo – desidero esprimere anzitutto la solidarietà e l’affettuosa vicinanza, sostenuta della speranza della resurrezione, alla famiglia colpita da questo doloroso evento”. Per mons. Favale, “questa triste vicenda ci interpella tutti: famiglie, scuola, istituzioni civili, Chiesa”. “Nessuno si senta esonerato da un serio esame di coscienza”, ammonisce il vescovo, “perché tutti dobbiamo interrogarci su come ci poniamo accanto alle nuove generazioni; dobbiamo chiederci se sappiamo essere propositivi in maniera accattivante con modelli di vita positivi e attraenti”. Riconoscendo come “non è facile oggi farsi accompagnatori dei giovani, tanto più essere educatori”, Favale rileva come “sia necessario investire per loro le migliori energie”. “Noi educatori non dobbiamo mai abdicare alla nostra responsabilità”, prosegue. “Riconquistiamo l’autorevolezza educativa nei confronti delle nuove generazioni, ritorniamo ad essere modelli per i giovani, e parliamo più che con le parole con i gesti di un vissuto quotidiano improntato alla coerenza e all’onestà morale”, è l’appello del vescovo che invita i giovani a “non sciupare e buttare via la giovinezza dietro scelte di mediocrità o, peggio, di brutalità”. “Chi ha sbagliato – conclude il vescovo – non dimentichiamolo mai” perché “ha sempre la possibilità di risorgere e far rifiorire la propria vita”.

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