Vaccini a scuola: Ricciardi (Iss), “passaggio epocale”. Nessun costo per i cittadini

“Si tratta certamente di un compromesso, sarebbe stato preferibile estendere l’obbligo a tutte le fasce d’età”; tuttavia il provvedimento “costituisce un passaggio epocale perché si ristabilisce la responsabilità di sanità pubblica, soprattutto in termini di emergenza come quella attuale sul morbillo”. Così Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), commenta in un’intervista al Sir il decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” che, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 19 maggio, introduce l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. I vaccini obbligatori – estesi da 4 a 12 – sono quelli previsti nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale. “Con il provvedimento – spiega Ricciardi – non ci saranno più differenze regionali tra vaccinazioni facoltative e obbligatorie, già tutte comunque raccomandate”. Nel nostro Paese, prosegue, “per alcune malattie infettive, come ad esempio il morbillo, la soglia di protezione vaccinale dei bambini era scesa all’85%, molto al di sotto di quel 95% necessario per garantire la ‘immunità di gregge’ della popolazione, ossia la copertura che evita la malattia a chi non può essere vaccinato”.  Nessun costo aggiuntivo per i cittadini, assicura, perché “tutti questi vaccini sono inclusi nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) come prestazione sanitaria gratuita”.

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