Società: mons. Santoro (Taranto), “necessario un cambiamento culturale che rimetta al centro l’esperienza familiare”

“Siamo di fronte ad una società che ha come punti di riferimento solo quelli utilitaristici, come se la vita nel suo svolgersi fosse legata solo all’utilità personale, togliendo in questo modo il nesso con il significato della vita, con il futuro, con il destino”. Così mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, ha commentato la perdurante crisi del lavoro e della famiglia che la società contemporanea sta attraversando, in un convegno promosso a Bari dal Forum delle associazioni familiari di Puglia. “In questo modo va a finire che uno è insoddisfatto dell’uno e dell’altro. Come prospettiva allora è necessaria una rivoluzione culturale, un cambiamento che si può realizzare mettendo in evidenza l’aspetto positivo del dono di sé, del creare rapporti costruttivi, dell’esperienza familiare come una risorsa, come un dono”. Azioni che la gente deve tornare a rivendicare affinché siano attuate: “Da un certo punto di vista – continua – il popolo non è stato reso protagonista del suo sviluppo, quindi è importante che abbia esso stesso una capacità di offrirsi delle possibilità di sviluppo senza aspettarsi che arrivi tutto dall’alto. Vedo la situazione di Taranto in cui certe capacità imprenditoriali sono state congelate, come l’arsenale, la marina e l’Italsider. Bisogna quindi riattivare le capacità delle persone”.

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