Papa Francesco: udienza, “non si può imbrattare un quadro senza offendere l’artista che lo ha creato”. “Sprecare la speranza”

foto SIR/Marco Calvarese

“Non si può imbrattare un quadro senza offendere l’artista che lo ha creato”. Con queste parole il Papa ha concluso la catechesi dell’udienza di oggi, in cui ha esortato a “rispettare il creato”. “Lo Spirito Santo alimenta la speranza non solo nel cuore degli uomini, ma anche nell’intero creato”, ha spiegato Francesco citando san Paolo, che – “sembra un po’ strano ma è vero”, il commento a braccio – dice che “anche la creazione è protesa con ardente attesa verso la liberazione e geme e soffre come le doglie di un parto”. “L’energia capace di muovere il mondo non è una forza anonima e cieca, ma è l’azione dello Spirito di Dio che aleggiava sulle acque all’inizio della creazione”, ha proseguito citando Benedetto XVI: “Anche questo ci spinge a rispettare il creato: non si può imbrattare un quadro senza offendere l’artista che lo ha creato”. Infine il riferimento alla prossima festa di Pentecoste, “che è il compleanno della Chiesa”, e l’augurio: “Il dono dello Spirito Santo ci faccia abbondare nella speranza”. “Dirò di più”, ha aggiunto Francesco ancora fuori testo: “Ci faccia sprecare la speranza con tutti quelli che sono i più bisognosi, i più scartati e per tutti quelli che hanno necessità”.

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