Neonato morto: Gigli (Mpv), “a Chivasso distrutta la vita anche di giovane mamma. Insultarla ora è farisaico”

“Di fronte alla tragedia di Torino si sono levati alti gli insulti e le condanne contro il gesto di una donna disperata. Non si tratta di giustificare, ma di comprendere che questo gesto non si differenzia in nulla da tanti aborti procurati a spese dello Stato nella indifferenza generale. Non si differenzia nemmeno dalla cosiddetta contraccezione di emergenza, che in realtà non è altro che una forma di aborto precocissimo, realizzato impedendo l’annidamento in utero”. Lo afferma Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano. “Si tratta – osserva Gigli – di aspetti tragici della stessa società che invoca l’espressione deresponsabilizzata della sessualità, salvo non dare una mano, come pure la legge richiederebbe, quando la donna è sola e in difficoltà o, peggio ancora, condannare semplicemente perché insensatamente la donna non ha saputo prevenire o almeno abortire prima”.

“I volontari del Movimento per la vita italiano, all’opera ogni giorno per accogliere vite da rispettare in ogni caso, non condannano – sottolinea Gigli -, ma chiedono alla nostra società un cambiamento di atteggiamenti e di cultura, contro l’etica dell’edonismo e della deresponsabilizzazione. Solo una società che ama la vita ed è capace di un accompagnamento solidale di tutte le gestanti in difficoltà sarà in grado di prevenire aborto e infanticidio. A Chivasso non è morto solo un neonato, è stata distrutta anche la vita di una giovane donna. Ritenere che questo infanticidio sia sostanzialmente diverso dalle decine di migliaia di aborti legali è solo perbenismo farisaico, che si indigna solo per ciò che si vede e non ha orrore per il male invisibile”.

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