Giovani: mons. Fragnelli (Cei), “mobilità” e “ascolto” il binomio per “adulti umili e lungimiranti”

“Nei giovani di oggi non c’è una chiusura ideologica al dialogo: il mondo dei giovani accetta di essere affiancato da quello degli adulti, ma domanda di intrattenere rapporti alla pari, che prescindano o mettano tra parentesi il ruolo e accettino di camminare verso una maggiore personalizzazione della presenza dei giovani nel mondo di oggi”. A spiegarlo è monsignor Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani e presidente della Commissione Cei per la famiglia, i giovani e la vita, in un’intervista al Sir, in cui sintetizza in due parole – “mobilità” e “ascolto” – lo stile della Chiesa accanto ai giovani, mentre la preparazione al Sinodo dei giovani convocato da Papa Francesco è già cominciata. “Mobilità – intesa non come fine a se stessa, ma come qualcosa che ha il sapore della ricerca, del desiderio dei giovani di impegnarsi per cercare un senso alla propria esistenza – e ascolto sono i due binari da percorrere per creare un nuovo incontro tra la Chiesa e i giovani”, spiega il vescovo: “Se vuole essere significativo, un adulto deve farsi compagno di viaggio dei giovani: se invece svolge ancora il ruolo di mediatore, con le sue ricchezze da trasmettere, finisce per non interessare. Per questo è molto importante lavorare sulla comprensione che gli adulti hanno dei giovani”. Un esempio per tutti, la tecnologia, che “finisce per creare in loro una sorta di onnipotenza tecnologica: ma è una onnipotenza del ‘know-how’, che nasconde una grande fragilità e solitudine”. Ci vogliono, allora – conclude Fragnelli – “adulti umili e lungimiranti, che si rendano capaci di camminare con loro e di dialogare con i sogni dei giovani”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia