Germania: continua a Berlino la polemica sui simboli religiosi indossati dagli insegnanti. In arrivo un “regolamento”

La polemica sulla liceità che gli insegnanti nelle scuole statali di Berlino possano indossare o no simboli identificativi della loro fede non si attenua: il caso scatenante è quello di una insegnante della capitale alla quale venne vietato ad aprile di indossare una piccola croce, da lei poi sostituita dall’antico simbolo cristologico del pesce. Nelle scuole statali di Berlino si seguono le regole della Legge sulla neutralità del 2005, ma adesso il Dipartimento per l’istruzione sta realizzando una “guida per gli amministratori della scuola”, come è definita dalla portavoce Beate Stoffers: la quale però ha preavvisato che “chi si attendesse un elenco esaustivo di ciò che si può o non si può fare resterà deluso”. La legge ha messo in evidenza il concetto di “contenuto dimostrativo del simbolo” ma non ha risolto il problema di ciò che sia lecito, secondo Stoffer, e non offre una risposta “a causa del numero di simboli e della varietà di formati, colori eccetera”. Per il caso dell’insegnate evangelica che ha sostituito la croce (implicitamente vietata) con il simbolo cristologico del pesce, Stoffers commentato che si tratterebbe di “una questione personale”, ma al contempo ha ammesso che “un pesce in quanto tale non è un problema”.
Ma alla luce della Legge di neutralità, gli insegnanti nelle scuole pubbliche non devono portare visibili simboli religiosi o ideologici che dimostrino per lo spettatore o allo spettatore un’appartenenza a una particolare comunità religiosa o ideologica. Sia i Verdi, sia il Linkspartei di Sinistra e le Chiese sostengono una revisione della legge sulla neutralità, mentre i Socialdemocratici propendono per il mantenimento dell’impronta restrittiva.

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