Dottrina sociale della Chiesa: mons. Giuliodori (Univ. Sacro Cuore), “se un’economia non si spende per il bene comune, non c’è futuro”

“L’approccio di Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium è innovativo e sconvolgente. La visione di fondo è che non esiste evangelizzazione se non si ha incidenza sociale, se non tocca la vita delle persone e non cambia la società. Come possiamo quindi plasmare la società e la cultura in Italia attraverso il Vangelo? Sicuramente attraverso una Chiesa attenta alle situazioni, in cammino con l’uomo di oggi e che ci mette la faccia”. Lo ha detto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, partecipando a Lamezia Terme alla giornata conclusiva dell’undicesimo anno della Scuola di Dottrina sociale della Chiesa sul tema “Per un’economia a servizio del bene comune alla luce dell’Evangelii Gaudium”. L’obiettivo che ha la Chiesa – ha evidenziato – “non è modificare le condizioni sociali ma di far sì che nella vita sociale risplenda il Vangelo, cioè risplenda l’annuncio di libertà, di salvezza integrale della persona, di testimonianza, di solidarietà”.
“L’economia che si è andata modulando negli ultimi due secoli con grande sviluppo industriale ha introdotto grande benessere – ha osservato il presule -. Ma se questa economia è finalizzata ad un arricchimento da una parte ed è commisurata al tornaconto di chi organizza l’economia, quest’ultima si snatura”. Secondo l’assistente ecclesiale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, “un’economia che non è a servizio del bene dei popoli è un’economia che apparentemente può produrre dei benefici, ma alla fine diventa strumento di rottura e di violenza. Ci troviamo quindi in quadro di diseguaglianze, dove la corruzione può prendere il sopravvento”. Per mons. Giuliodori l’azione della Chiesa “non può che andare a toccare la coscienza delle persone, perché proprio dentro la coscienza si sviluppano i meccanismi di innovazione e di cambiamento”. “Se non è un’economia che si spende per il bene ma è un’economia prigioniera di una visione egoistica, non ci sarà futuro per l’uomo. Se noi puntiamo solo al massimo profitto – ha concluso – e non ci domandiamo cosa stiamo producendo andremmo verso il precipizio. Un’economia che è a servizio dell’uomo è un’economia che ci introduce nel mistero dell’amore che viene da Dio e che plasma e che rende felice la vita dell’uomo”. All’incontro ha partecipato anche il vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Cantafora, che ha sottolineato il lavoro portato avanti anche quest’anno dalla Scuola di Dottrina sociale.

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