Crisi: Visco (Banca d’Italia), la questione del lavoro è centrale non solo sul piano dell’economia

“L’esigenza di superare la crisi ha sollecitato, sollecita ancora, uno sforzo eccezionale”, perché si tratta della più grave crisi del Dopoguerra, più grave ancora di quella degli anni Trenta, e la sua “eredità più dolorosa” riguarda il problema del lavoro, “questione centrale dei nostri giorni non solo sul piano dell’economia”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel tradizionale appuntamento annuale delle “considerazioni finali”. Ciò che è stato fatto finora non basta, in quanto “i pur significativi benefici in termine di occupazione si sono rivelati effimeri perché non sono stati accompagnati dal necessario cambiamento strutturale di molte parti del nostro sistema produttivo”. “Il potenziale di crescita dell’economia – ha sottolineato Visco – dipende dalla quantità e dalla qualità della forza lavoro e dalla capacità del sistema produttivo di darle un impiego adeguato”. “Le tendenze demografiche e tecnologiche giocano un ruolo importante, che si accrescerà negli anni a venire” – ha aggiunto il governatore di Bankitalia – e “un aumento della partecipazione al mercato del lavoro e un inserimento efficace e razionale degli immigrati saranno elementi necessari per lo sviluppo futuro del Paese” ma “occorre che torni a crescere la produttività”.
Per andare avanti sulla strada delle riforme, ha osservato ancora Visco, è necessaria una politica dalla “veduta lunga”, che sappia cercare il consenso “con la definizione e la comunicazione di programmi chiari, ambiziosi, saldamente fondati sulla realtà”. Il governatore ha ribadito con forza la necessità di proseguire con decisione il consolidamento dei conti pubblici e ha definito una “illusione” l’idea che uscire dall’Euro risolverebbe i problemi del Paese.

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