Giubileo: mons. Fisichella, i “Venerdì della misericordia” continuano “con le visite a sorpresa del Papa”. Tra i frutti la Giornata mondiale dei poveri

I “Venerdì della misericordia”, voluti dal Papa per l’Anno giubilare, “stanno continuando ancora periodicamente con le visite a sorpresa del Santo Padre”. Lo ha fatto notare mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, durante la “lectio” in corso oggi a Roma sul primo Giubileo dell’era della globalizzazione. “Durante l’Anno santo Papa Francesco – ha ricordato il vescovo – ha visitato una casa di riposo nella periferia di Roma, un centro per malati in stato vegetativo, la comunità ‘Il Chicco’ per persone con disabilità intellettiva, la neonatologia dell’Ospedale San Giovanni, un hospice per malati terminali, ex prostitute assistite dalla Comunità Giovanni XXIII, alcuni sacerdoti in difficoltà e alcuni che hanno lasciato il ministero insieme alle loro famiglie, una casa famiglia per bambini e ragazzi… insomma un vero mosaico dal quale far emergere il volto concreto della misericordia che non conosce confini. Più aumenta la povertà nelle sue diverse forme e più la Chiesa è impegnata a scoprire nuove forme con cui essere nel mondo testimone della misericordia”. “Con questo Giubileo, un fatto è certo: la misericordia è diventata la protagonista, almeno per un anno, del vivere quotidiano dei cristiani”, il bilancio di Fisichella. Nella “Misericordia et misera”, inoltre, Papa Francesco  “delinea il percorso della vita futura della Chiesa perché possa essere sempre strumento di misericordia nei confronti di tutti, senza escludere mai nessuno”. Tra le novità introdotte da Bergoglio nell’Anno giubilare, Fisichella ha citato l’istituzione della Giornata mondiale dei poveri “come impegno per tutta la Chiesa a riflettere su come proprio la povertà stia al cuore del Vangelo e su come, per promuovere sia la giustizia sia la pace sociale, la Chiesa debba impedire che ci siano persone nel bisogno e nell’indigenza. Una Giornata in cui i poveri potranno essere i protagonisti nella vita della Chiesa per superare quella cultura dello scarto e dell’emarginazione che abbraccia larghi settori della cultura”.

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