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Scuole paritarie: mons. Tessarollo (Chioggia), no a “leggi economiche capestro che le fanno morire”

“Nessuna scuola paritaria va imposta, ma dove viene proposta, richiesta e desiderata non va né proibita né ostacolata attraverso leggi economiche capestro che la fanno morire, come già sta avvenendo, in barba alla buona qualità e ai risparmi di denaro pubblico”. È quanto scrive monsignor Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia e presidente della Commissione ecclesiale triveneta per scuola, università e educazione, in un intervento pubblicato dal settimanale diocesano “Nuova Scintilla”. “In passato abbiamo già fiutato il vento che stava per spirare sulla nostra libertà scolastica che il pensiero di Grillo lasciava intuire – sottolinea il vescovo – ma ora le cose si sono ben chiarite: statale è bello e anche unico”. “Non importa se per ottenere lo stesso risultato invece di 500 milioni ci vogliono quasi 7 miliardi”, prosegue Tessarollo, rilevando che “il gioco subdolo” dietro alla proposta di Grillo è che “chi vuole la scuola pubblica libera non statale se la deve pagare”. “Se è questo il concetto di libertà suo e dei sui adepti, sarà meglio pensarci bene prima di buttarsi a farsi soffocare tra le sue braccia, neanche per rabbia per ciò che finora non va bene”. “La scuola paritaria è pubblica perché offre un servizio ai cittadini, un servizio dato da cittadini abilitati e riconosciuti dallo stesso Stato”, ricorda il vescovo, aggiungendo che “è chiaro che quelle scuole che ora accolgono un milione circa di studenti, sarebbero costrette a chiudere i battenti a quei moltissimi studenti, se non a tutti, le cui famiglie non potrebbero sostenere totalmente le spese per una scuola totalmente autofinanziata, dopo che hanno già pagato le tasse che comprendono anche il diritto all’istruzione”.

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